SEGNALATO DA ANEP
Tesi di Renata Simona Rossi, pubblicata in www.sordelli.net il 28. Aprile 2006
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L’educatore “promotore di interculturalità ” lavora “sulla” e “con” la relazione nella quale l’Altro e la diversità trovano la loro possibilità di essere giocati e vissuti.
La multiculturalità quindi è solo un nuovo contesto in cui fare emergere le competenze dell’educatore acquisite nella sua formazione. La nostra ipotesi di lavoro educativo si basa sulla consapevolezza che l’educatore professionale sia attore del suo operare, a partire dalle riflessioni teoriche, comprendendo gli aspetti progettuali per arrivare all’attuazione operativa, in poche parole, che sia quindi protagonista dell’intero processo educativo.
Essere “protagonisti” di un progetto educativo nella multiculturalità è stato il terreno comune su cui ci siamo incontrati, confrontati e appassionati, scoprendo di avere delle comunanze che hanno reso positive e produttive le dissonanze; si è così potuto sperimentare in prima persona gli aspetti che vorremmo siano i cardini del nostro elaborato: la diversità e l’Alterità come fonte quindi di nuove possibilità e la collaborazione come strumento di promozione.
La prima parte della tesi (cap.1 e cap. 2) è una lettura del fenomeno in termini psico-sociali, di relazione con l’Altro e in termini socio politici, rispetto alla realtà attuale, in quanto il contesto influenza la formazione dell’Identità e il comportamento.
Il 3° e il 4° cap. sono una riflessione teorica sulle proposte attuali al fenomeno multiculturale in termini pedagogici e di figure professionali (l’educatore prof., il mediatore culturale).
Il 5° cap. esamina invece gli attori, i luoghi e le strategie che proponiamo essere i capisaldi della nostra idea di lavoro educativo sulla multiculturalità . Sulle basi dei costrutti teorici fin qui affrontati il 6° cap. è una sperimentazione sul campo, del nostro intervento e del progetto di “Pace e Dintorni” Il 1° e 2° cap. sono stati scritti a quattro mani proprio perché comune era la lettura del fenomeno; non sono in ordine di importanza, ma letture complementari per noi indispensabili per comprendere e agire sul fenomeno stesso.
Il 3°, 4° e 5° cap. sono riflessioni personali e poiché relative al lavoro educativo (figure professionali, luoghi, strumenti e soggetti) ci sembrava importante che ognuno esprimesse il proprio pensiero considerando che le nostre strade professionali e personali sono state diverse.
Nel 6° cap., la sperimentazione, vengono riportati due progetti differenti, uno con i bambini e uno con i loro adulti di riferimento, progetti che sono complementari, gestiti insieme, e risultano essere i due livelli di intervento che riteniamo importanti per agire sulla globalità del contesto. Inoltre è riportata la sperimentazione di “Pace e Dintorni” che lavora sui nostri stessi costrutti teorici. Le conclusioni della tesi sono state fatte insieme perché rappresentano il momento di rielaborazione finale di un percorso comune. |