 SEGNALATO DA ANEP
Il presente scritto si propone di indagare le caratteristiche che delineano la figura dell'educatore nell'ambito della pedagogia steineriana. Obiettivo è quello di andare a conoscere le componenti essenziali che concorrono nel definire la professione dell'educatore, siano esse intese come competenze, conoscenze, doti e qualità necessarie, per offrirne una descrizione il più possibile accurata e, mi auguro, stimolante.
Il mio interesse nei confronti del metodo e della proposta pedagogica e di vita di Rudolf Steiner è cresciuto e si è differenziato nel corso degli anni a seguito di esperienze diverse. Da principio fu una sorta di curiosità culturale a spingermi verso il pensiero steineriano, del quale nulla conoscevo se non l'eco lontana delle scuole a lui ispirate di Lugano e Milano. Poi come educatrice ebbi occasione di occuparmi, tra gli altri, di due bambini che frequentavano quelle scuole, che erano dunque cresciuti “nello spirito della scuola Waldorf”, la prima scuola steineriana; quei bambini mi sembrarono più veramente, più genuinamente bambini degli altri. Avevano davvero maggiore fantasia, creatività, vitalità e spensieratezza. Da qui l'interesse professionale per approfondire il pensiero pedagogico di Steiner. Inoltre, avendo intenzione di occuparmi in futuro di educazione in modo professionale, mi sono sempre interrogata su quel “quid” che mi avrebbe conferito l'autorevolezza per pormi giustamente nel mio ruolo. Mi interrogavo: sono i miei studi che mi renderanno un buon educatore? Oppure sono le mie qualità umane, di persona, su cui si gioca tutta la relazione educativa e dunque il suo risultato? Qual è il fine ultimo del fare pedagogico? Quali ideali sono sottesi? In seguito è venuta l'esperienza della maternità, che ha contribuito a mettermi di nuovo, più consapevolmente in cammino alla ricerca di quel “quid” che avrebbe conferito senso al mio lavoro pedagogico di educatrice. Come madre ho voluto che Gaia frequentasse l'asilo steineriano a Varese, ed è stata per noi un'esperienza felice, mi è sembrato che la vita stessa in lei fosse “più forte e sana”. Da un interesse culturale e professionale, profondamente intrecciato a motivi personali e “di cuore”, nasce dunque il progetto di questa tesi, che vuole essere una ricerca all'interno degli scritti di carattere pedagogico di Steiner, volta a delineare la figura dell'educatore. Il metodo di lavoro impiegato è quello della tesi di compilazione, perché esso risponde alle esigenze analitiche della ricerca e soddisfa il mio interesse culturale. I riferimenti all'antroposofia non hanno avuto la pretesa di essere esaustivi o di voler concentrare in poche pagine l'ampio e ricco pensiero di Steiner. Al contrario, essi hanno l'unico scopo di definire la cornice di senso entro la quale si trova ad agire l'educatore. La difficoltà maggiore che ho incontrato è da attribuire alla natura stessa del materiale da me affrontato: si tratta per la maggioranza di testi frutto di trascrizioni di conferenze, non rivedute dall'autore, né originariamente pensate per la pubblicazione. Questo fa sì che si incontrino delle lacune filologiche, che ho dovuto colmare riferendomi ad altri scritti fondamentali, lacune dovute al fatto che il pubblico dei corsi pedagogici era già un buon conoscitore del messaggio antroposofico. Infine vi è una questione di pertinenza: Steiner tenne i suoi corsi per maestri ed insegnanti di scuola. Nelle conferenze si rivolge sempre loro, quasi pedissequamente, con il duplice appellativo di “maestri” ed “educatori”. Questo perché, come andremo a conoscere, nella sua visione pedagogica non può esistere un insegnamento che sia privo di una qualche valenza educativa, che sia solo un istruire, una trasmissione di saperi. Il maestro infatti è sempre un educatore, per il solo fatto di essere presente nella classe egli svolge un'azione educativa, che potrà essere più o meno valida. Ecco dunque che con il termine maestro ci riferiremo indifferentemente all'educatore, al maestro o tutor di scuola primaria e al professore della scuola secondaria, ovvero, per esteso, a tutti coloro che hanno una relazione significativa con i bambini, il germe del futuro. |