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Tesi e Articoli degli Educatori Professionali
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Tossicomania : Dalla presa in carico del paziente tossicodipendente all'aver cura educativo
 Inviato da emma tumino il 6/9/2010 15:20:00 (22 letture)
Tossicomania

Argomento della mia tesi è un'analisi comparata tra la cura medica e la cura educativa della persona in un contesto terapeutico, quale è il Ser.T.
Ho svolto il tirocinio presso questa struttura dove il senso del lavoro educativo può essere confuso con altro. La tesi del mio scritto è, dunque, che la cura che l'educatore ha del paziente tossicodipendente deve rientrare nel paradigma di cura ontologico, che all'origine fu di Heidegger.

ANEP - Educatore Professionale : L’educatore professionale
 Inviato da Mauro Pucci il 3/9/2010 15:00:00 (29 letture)

Autori ANEP - W. Brandani, A. Nuzzo, A. Reati e Altri

Pubblicato in Prospettive Sociali e Sanitarie, 2/2002, pagg.8/11

Questo contributo dell’anep, associazione nazionale educatori professionali, vuole fare il punto sul riconoscimento della specificità e sull’attuale profilo legislativo e formativo di questa figura sempre più presente all’interno dei servizi sociosanitari, delineando, nel contempo, i possibili e necessari sviluppi futuri.

Handicap Disabilità : Dinamica di un incontro. Autismo e Pet Therapy. Il cane mediatore di relazione
Inviato da Mauro Pucci il 11/7/2010 20:10:00 (98 letture)

Autore Daniele Gigli www.danielegigli.blogspot.com

E' uscito un nuovo libro scritto da un educatore professionale su un tema interessante e stimolante anche per noi educatori: la pet therapy. Si tratta di "Dinamica di un Incontro. Autismo e Pet Therapy. Il cane mediatore della relazione", casa editrice L'Orecchio di Van Gogh. Costo: 13 euro
L'autore è Daniele Gigli (1962), educatore professionale con laurea specialistica in Progettazione e coordinamento dei servizi educativi e formativi conseguita presso l’Università di Urbino. Lavora nell’area disabili del Servizio Politiche Sociali ed Educative del Comune di Ancona.
È Presidente regionale dell’Associazione Nazionale Educatori Professionali delle Marche. Dal 1995 si occupa di cinotecnica ed è responsabile del “Progetto per l’introduzione della pet-therapy nei centri socio-educativi del Comune di Ancona”. Per l’Orecchio di Van Gogh (la casa editrice che pubblica il suo nuovo libro) ha già pubblicato la raccolta di racconti “Pesci, uomini e lupi” (2005). Daniele ha aperto un suo blog: www.danielegigli.blogspot.com

Cerca nel sito biblioanep in:

EDUCATORI SCRIVONO E SCRIVONO DI EDUCATORI

http://www.biblioanep.org/modules/news/index.php?storytopic=114

Adolescenza : Rischio Tutto! Il piacere del rischio in adolescenza
Inviato da Mauro Pucci il 11/7/2010 20:10:00 (92 letture)

a cura di Stefano Giuliodoro


E' uscito un nuovo ed interessante libro sul piacere del rischio in adolescenza "Rischio Tutto!", edizioni Alpes - Euro 13. Copertina ed info su: http://www.libreriauniversitaria.it/r ... enza/libro/9788889923818. Il libro, scritto in collaborazione con ANEP e ITACA ITALIA, è a cura di Stefano Giuliodoro (Educatore Professionale di Ancona ed autore del "Core Competence dell'educatore professionale" http://www.biblioanep.org/modules/news/article.php?storyid=168) e Maria Antonietta Pizzichini (medico). L'introduzione è stata curata da Maria Rita Venturini (Educatore Professionale ad Ancona, Segretaria nazionale ANEP)

EDUCATORI SCRIVONO E SCRIVONO DI EDUCATORI http://www.biblioanep.org/modules/news/index.php?storytopic=114

ANEP - Educatore Professionale : biblioANEP
 Inviato da Mauro Pucci il 5/7/2010 15:10:00 (83 letture)

SCARICA IL VOLANTINO ALLEGATO E DIFFONDI BIBLIOANEP TRA I TUOI COLLEGHI E NELLE UNIVERSITÀ

Carcere, diritti umani, welfare : Prevenzione specifica e carcere
 Inviato da Mauro Pucci il 28/6/2010 16:30:00 (81 letture)
Carcere, diritti umani, welfare

ARTICOLO di Franca Colombo, Dario Gianoli
Educatori professionali, Asl Città di Milano

pubblicato in Prospettive Sociali e Sanitarie n. 16/2007 pagg.15 -18

Un’esperienza di intervento integrato di prevenzione e riabilitazione nei confronti di detenuti tossicodipendenti è l’occasione per gli autori di proporre in maniera operativa “la contaminazione di una logica lineare”, dove riabilitazione e prevenzione possono andare di pari passo.

Intercultura : KARAGOZ L’educatore professionale promotore di intercultura
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 18:00:00 (145 letture)

SEGNALATO DA ANEP

Tesi di Renata Simona Rossi, pubblicata in www.sordelli.net il 28. Aprile 2006

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http://www.sordelli.net/articoli-test ... -27/category/10-tesi.html

L’educatore “promotore di interculturalità” lavora “sulla” e “con” la relazione nella quale l’Altro e la diversità trovano la loro possibilità di essere giocati e vissuti.

La multiculturalità quindi è solo un nuovo contesto in cui fare emergere le competenze dell’educatore acquisite nella sua formazione.
La nostra ipotesi di lavoro educativo si basa sulla consapevolezza che l’educatore professionale sia attore del suo operare, a partire dalle riflessioni teoriche, comprendendo gli aspetti progettuali per arrivare all’attuazione operativa, in poche parole, che sia quindi protagonista dell’intero processo educativo.

Essere “protagonisti” di un progetto educativo nella multiculturalità è stato il terreno comune su cui ci siamo incontrati, confrontati e appassionati, scoprendo di avere delle comunanze che hanno reso positive e produttive le dissonanze; si è così potuto sperimentare in prima persona gli aspetti che vorremmo siano i cardini del nostro
elaborato: la diversità e l’Alterità come fonte quindi di nuove possibilità e la collaborazione come strumento di promozione.

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Psichiatria : Il consenso informato in psichiatria
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 17:40:00 (97 letture)

Tesi di Chiara Berardi < cberardi@iol.it>, pubblicata in www.sordelli.net il 28. Aprile 2006

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Alcuni argomenti trattati nella tesi:

Una definizione generale, Il consenso informato in psichiatria: problemi specifici, L'educatore e il consenso informato, La relazione educativa: i rischi di manipolazione del paziente, L'importanza di far comunicare i sistemi di valori, Il problema dell'osservazione, Il principio della responsabilità, La responsabilità dell'educatore nei confronti
dell'educando, Essere responsabili di sé: un requisito fondamentale per l'educatore, Il valore dell'esempio, Consenso informato e contratto educativo: per un superamento di entrambe le formule, Analogia delle due formule, Le differenze fra consenso informato e contratto educativo, Il contratto educativo: una possibilità poco sfruttata in
psichiatria

Minori : L'EDUCAZIONE SI INCONTRA sentieri professionali a sostegno della genitorialità
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 17:30:00 (84 letture)

Tesi di Emanuela Valenti, pubblicata in www.sordelli.net il 28. Aprile 2006

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Il percorso si snoda lungo sette capitoli: il primo offre uno sguardo antropologico sul mondo occidentale moderno, attraverso il quale esploriamo alcune caratteristiche delle nostre città da un punto di vista culturale e sociale per comprendere quale rapporto esista tra cultura ed educazione e come esse influiscono sulle relazioni sociali e familiari.
Nel secondo guardiamo la famiglia urbana in Italia come fenomeno sociale immerso in questo contesto per identificarne i bisogni rispetto al proprio compito educativo.
Il terzo capitolo contiene una lettura ed interpretazione del quadro legislativo di riferimento con particolare attenzione alla L. n. 285/97 che, riconoscendo e legittimando questi bisogni, fornisce le linee guida perchè si attivino servizi socio-educativi che contribuiscano a rispondervi. Nel quarto percorriamo alcuni progetti ed iniziative che hanno preso avvio grazie alla legge - con particolare attenzione ai Tempi per le Famiglie - ed altre esperienze di supporto alla funzione genitoriale che rappresentano, appunto, i luoghi e le possibilità di questo incontro. Il quinto capitolo vuole essere l’esplicitazione del paradigma pedagogico al quale, secondo noi, deve fare riferimento l’educatore che lavora in questi servizi per trovare la propria specificità. Nel sesto decliniamo la teoria nel contesto dei servizi per il supporto alla genitorialità, proponendo anche qualche esempio
pratico di applicazione. Con il settimo concludiamo il lavoro facendo qualche breve riflessione sul significato e le possibilità che questi servizi e, più in generale, l’educatore professionale che intenda lavorare con le famiglie possono offrire.

Conflitto : L'ombra del potere nelle relazioni di aiuto
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 17:20:00 (98 letture)

SEGNALATO DA ANEP

Tesi di Francesco Casali <,pixfaster@tiscalinet.it> pubblicata in www.sordelli.net il 28. Aprile 2006

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L’argomento di questo mio lavoro riguarda il potere, un potere tutto particolare, quello cioè di chi assiste, cura, si prodiga, dà; il potere che spesso si accompagna al camice bianco, concreto o metaforico che sia, del professionista della relazione d’aiuto ed al quale in genere si attribuisce valore simbolico di sacrificio, altruismo, sensibilità.
La maggior parte delle professioni è, in un modo o nell’altro, al servizio della salute e del benessere dell’uomo, tuttavia le attività del medico, del sacerdote, dell’insegnante, dello psicoterapeuta, dell’assistente sociale e dell’educatore professionale richiedono degli sforzi del tutto specifici, diretti deliberatamente ad aiutare i sofferenti e tutti coloro che in qualche modo abbiano smarrito il proprio cammino.

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Minori : La Comunità per minori: viaggio alla ricerca di significati
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 17:10:00 (41 letture)

Tesi di Marco Siboni, pubblicata in www.sordelli.net il 28. Aprile 2006

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http://www.sordelli.net/articoli-test ... -27/category/10-tesi.html

L’obiettivo di questa tesi è quello di dimostrare come la Comunità possa ancora oggi rappresentare uno strumento importante nell’ambito del panorama dei Servizi socio-assistenziali, ritagliandosi uno spazio ed un ruolo non alternativo ma integrato nell’ambito delle strategie utili al reinserimento del minore “socialmente svantaggiato” nel contesto sociale, e dunque dei servizi che di tali strategie sono protagonisti attivi (consultorio familiare, assistenza domiciliare minori, servizio affidi e adozioni, Tribunale dei Minorenni, ecc.). In sostanza si vuole dimostrare come la Comunità Alloggio non debba più rappresentare come in passato una realtà a sé stante autonoma e “auto-finalizzata” come avveniva per i vecchi Istituti, spersonalizzanti e unicamente in grado di rappresentare un alternativa alla dimensione familiare per i minori ospitati, quasi sempre orfani o privi di una risorsa familiare in grado di prendersene carico. Oggi la Comunità, che come revede la legge riproduce una dimensione il più possibile vicina a quella familiare, ha un senso non come alternativa alla famiglia ma come passaggio spesso imprescindibile in vista di un rientro del minore nella propria famiglia o di un suo inserimento in una realtà familiare alternativa (famiglia affidataria o adottiva).

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Gioco : Giocare per Vincere e per imparare a Perdere.
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 17:00:00 (21 letture)

Tesi di Mirko Eberini, pubblicata in www.sordelli.net il 28. Aprile 2006

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Lo sport di squadra come strumento educativo per sperimentare diversamente la sconfitta.

Internet : La chat come strumento educativo in età adolescenziale
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 16:50:00 (69 letture)

SEGNALATO DA ANEP

Tesi di Anita Perico, pubblicata in www.sordelli.net il 14. Gennaio 2007

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Le chat possono essere utilizzate come strumento educativo? È proprio questa la domanda di fondo che mi ha accompagnato in tutti i miei studi, in molte delle mie chattate diurne e notturne e nella stesura di questo scritto. Esso si snoda in cinque capitoli in cui cerco di dimostrare che educatore professionale, chat e adolescenza possono essere “fusi” insieme in una forma di “educazione in pixel1”.

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ANEP - Educatore Professionale : Educatore professionale tra presente e futuro
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 16:10:00 (48 letture)

SEGNALATO DA ANEP

Tesi di Laura Trombino, pubblicata in www.sordelli.net il 28. Aprile 2006

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La tesi si propone, a partire dagli stimoli sollecitati dalla ricerca ANEP e dagli input ricevuti durante il percorso di tirocinio, di indagare quanto, come e in quale direzione si è ampliato lo spettro delle competenze dell’educatore professionale.
L’obiettivo è quello di produrre un’istantanea della figura professionale, analizzando l’attuale scenario e verificando quanto questa figura abbia allargato i confini delle proprie competenze ed ipotizzandone le future possibilità. La tesi muoverà perciò attorno alla domanda: “le evoluzioni di una professione: verso quale educatore?”.

Per cercare risposte e significati al quesito ho scelto di sviluppare la tesi con diverse modalità d’indagine:
- un’analisi dell’attuale scenario legislativo, di servizi, di mercato in cui l’educatore professionale è immerso
- un’analisi delle competenze educative consolidate ed un’ipotesi su quelle da implementare in futuro
- una ricerca nel mondo dell’educatore professionale, della formazione, dei servizi socio- sanitari attraverso lo strumento dell’intervista, teso a fotografare la percezione delle evoluzioni in atto.
I dati emersi dalle analisi e ricerche hanno consentito di presentare “chi potrà essere l’educatore professionale di domani”.

Bullismo : Ricerca – intervento sulla qualità delle relazioni e sulle prepotenze in alcune scuole superiori
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 16:00:00 (30 letture)

Tesi di Laura Mazzali <lauramazzali(at9tiscali(dot)it> , pubblicata in www.sordelli.net il 28. Aprile 2006

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Si può pensare che il bullismo sia presente anche nelle scuole medie superiori? Ci sono ricerche in Italia svolte in questo ambito? È vero che il fenomeno del bullismo è inversamente proporzionale all’età? Può esserci una correlazione tra presenza di prepotenze e appartenenza al ceto sociale? Quanto influisce la qualità della vita a scuola rispetto ad alcuni episodi di prepotenze? La ricerca, che qui propongo, vorrebbe appunto essere un contributo, per quanto modesto, alla conoscenza della qualità delle relazioni scolastiche e dei fenomeni di comportamenti prepotenti in una fascia d’età non molto studiata fino ad ora, da questo punto di vista. Oltre a ciò, nella ricerca mi sono proposta
di impostare un lavoro educativo di prevenzione nelle scuole medie superiori.

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Minori : TOC, TOC! CHI E’? ….SONO IL LUPO CATTIVO! Approccio educativo in medicina
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 15:40:00 (62 letture)

SEGNALATO DA ANEP

Tesi di Laura Gagliardi <lauragagli@yahoo.it>, pubblicata in www.sordelli.net il 13. Dicembre 2008

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Nel primo capitolo sono andata ad analizzare il significato della paura presentando una panoramica delle teorie di alcune scuole di pensiero, per poi porre l’attenzione sull’importanza che la nostra società dà a questa emozione. Mi sembrava importante capire quale ruolo avesse la malattia nella nostra cultura per poter comprendere i comportamenti dei singoli individui; così nel secondo capitolo sono partita dall’immaginario collettivo per poi andare a comprendere il significato della malattia per il bambino,
ponendo l’attenzione sulle difficoltà che un’esperienza di ospedalizzazione comporta.
Dopo avere esplorato nei primi due capitoli l’emozione della paura e il concetto di malattia e ospedalizzazione, mi sono concentrata nel terzo sulla prevenzione partendo da un quesito: è possibile prevenire il trauma del ricovero? All’interno di questo capitolo ho cercato di dare delle risposte a questa domanda partendo dalla premessa, per me importante, che una preparazione al ricovero può aiutare a vivere con meno timori e meno ansia l’esperienza stessa.

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Psichiatria : Il ruolo dell’educatore professionale e del centro diurno negli interventi riabilitativi psichiatrici
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 15:30:00 (191 letture)

Tesi di Luigi Massazza, pubblicata in www.sordelli.net il 13. Giugno 2006

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Nella presente tesi, parlo della riabilitazione in psichiatria e articolo il mio discorso in sei capitoli. Nel primo analizzo il tema della riabilitazione in psichiatria, facendo riferimento alla storia, ai principali modelli riabilitativi, alla situazione italiana, in generale, per poi scendere nello specifico, esaminando la situazione lombarda. Il secondo tratta la legislazione e l’organizzazione dei servizi psichiatrici considerando le leggi nazionali, l’articolazione di tali servizi in Lombardia e il piano per la salute mentale della Regione. Il terzo esamina il centro diurno, tracciandone una breve storia, illustrando i modelli di intervento, parlando della presenza di questi servizi in Lombardia e descrivendo la realtà del Centro Diurno di Casalpusterlengo. La scelta non è caduta su un centro diurno qualsiasi, ma su quello in cui quest’anno ho svolto il tirocinio, per avvicinare la teoria alla prassi quotidiana dei servizi.
Il quarto si occupa della figura dell’educatore professionale in psichiatria, tracciando un profilo storico della sua professione, spiegando il ruolo e le funzioni che egli ha nel processo di riabilitazione, passando poi ad inquadrare la figura dell’educatore professionale che lavora in psichiatria, quindi a metà fra sociale e sanitario.
Nel quinto intendo tirare le fila del discorso e trarre le conclusioni. Nell’ultimo capitolo ho inserito la bibliografia. Ho scelto di parlare della riabilitazione in psichiatria, perché è un tema a me molto caro. Infatti l’esperienza di tirocinio, svolta durante quest’anno accademico, mi ha invogliato a conoscere maggiormente l’ambito psichiatrico e ad
approfondire alcune aree di questa realtà.

Abuso e molestie sessuali : L'incesto insegna…ciò che non si deve insegnare.
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 15:10:00 (29 letture)

SEGNALATO DA ANEP

Tesi di Federica Serbelloni, pubblicata in www.sordelli.net il 13. Giugno 2006

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Nel primo capitolo cercherò di spiegare quale valenza ha l’abuso sessuale intrafamiliare nella società, nel pensiero comune, nelle leggi.
Nel secondo capitolo l’attenzione sarà posta agli attori di questo scenario, quali ruoli sono giocati e quali sfaccettature comportano la scelta di un determinato canovaccio.

Nel terzo capitolo presenterò la storia di una delle ragazze che ho incontrato durante la mia permanenza in comunità. Una storia come tante altre, un incontro tra mille incontri, un’esperienza simile a quelle che si possono trovare su svariati manuali che si occupano di questa problematica; ma per me, si è dimostrata una condivisione così autentica e unica da spronarmi a capire e imparare.

Nell’ultimo capitolo affronterò il ruolo dell’educatore professionale immesso nella realtà dell’incesto. Andando oltre alla spiegazione del profilo dell’ educatore, accentrerò la mia attenzione sulle variabili che rendono credibile e reale il percorso di questo professionista. A volte ostentate e provocatorie le prossime pagine sono atte a mettere in luce la difficoltà di insegnare e quale valore può assumere “una morale, così stanca e malata”, la stessa morale raccontata dal cantautore Giorgio Gaber.

Pedagogia : La pedagogia libertaria
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 15:00:00 (88 letture)

SEGNALATO DA ANEP

Tesi di Luca Dai, pubblicata in www.sordelli.net il 13. Giugno 2006

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L’argomento della pedagogia libertaria è indubbiamente sconosciuto, sia dal grande pubblico che da coloro che si occupano di pedagogia. Nell’indice di diverse storie della pedagogia sembra che tutto questo insieme di idee, personaggi, esperimenti pedagogici non sia mai esistito. Nei fermenti dei dibattiti specialistici sullo statuto epistemologico della pedagogia, nei lamenti sulla sua crisi, si parla di tutto tranne della questione politica decisiva del potere di formare i soggetti. Proprio questo è il centro della riflessione libertaria sull’educazione, il nesso educazione e potere da una parte e dall’altra la possibilità di un’educazione antiautoritaria, di un’educazione alla libertà.

Autori e argomenti trattati:
William Godwin, Lev Tolstoj, Elisee Reclus, Paul Robin, Francisco Ferrer, Sebastian Faure, Homer Lane, Alexander S. Neill, Ivan Illich, Paulo Freire, Marcello Bernardi, Danilo Dolci, Anarchismo e pedagogia libertaria, Differenze fra potere e dominio, Differenze di potere, Autorità, La Libertà.

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Handicap Disabilità : LA PERSONA DISABILE ADULTA E LE EMOZIONI - La dimensione affettiva nei progetti educativi per l’autonomia
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 14:30:00 (72 letture)

Tesi di Chiara Orefice <chiara.orefice@fastwebnet.it>, pubblicata in www.sordelli.net il 18. Giugno 2006

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L’intento di questa tesi sarà quello di dimostrare che gli educatori devono saper riconoscere e alimentare lo spazio simbolico, comprendendo le funzioni e i significati delle
emozioni nella relazione con le persone adulte disabili; non basta infatti offrire strumenti concreti per diminuire l’handicap, penso che sia necessario creare occasioni di crescita esistenziale, in cui la persona con disabilità possa sperimentare i propri limiti, anche interiori, per diventare adulta, libera di determinare la propria vita.
Il percorso che propongo nasce dalle osservazioni e dalle riflessioni che ho fatto durante il tirocinio in un Servizio di Formazione all’Autonomia per persone adulte disabili con ritardo mentale medio-grave; gli utenti mi hanno spesso colpito per il modo spontaneo e diretto con cui esprimono le loro emozioni, così mi sono chiesta quale ruolo avessero i sentimenti nella relazione educativa, e più generalmente nei percorsi educativi verso l’autonomia delle persone disabili.

Mi sono domandata innanzitutto cosa sono le emozioni, da dove nascono e quale funzione hanno nella nostra vita e, cercando di dare un significato al termine emozione, mi sono accorta che il tema ha un aspetto di universalità nella vita dell’uomo.

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Tossicomania : Il tempo del lavoro. Significati educativi del lavoro in un centro terapeutico per tossicodipendenti
 Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 14:20:00 (28 letture)

ARTICOLO di Mauro Pucci <epmauropucci@gmail.com>

pubblicato alle pagg. 10-13 del Rapporto di attività del Centro terapeutico per tossicodipendenti di Villa Argentina, Associazione l'Ancora, Lugano – anno 1999 - www.villargentina.ch

Nell'articolo si evidenzia il significato educativo del lavoro manuale con i pazienti tossicomani

Gioco compulsivo : SOLO UN GIOCO? LA PROPOSTA EDUCATIVA ALL’INTERNO DEL TRATTAMENTO GAP
Inviato da Mauro Pucci il 26/6/2010 14:30:00 (34 letture)

Tesi di Sara Guzzetti, pubblicata in www.sordelli.net il 17. Aprile 2007

Facoltà di Medicina e Chirurgia - corso di Laurea in Educazione Professionale 2005-2006
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Una particolare forma di gioco che da sempre ha appassionato l’umanità è il gioco d’azzardo.
Le caratteristiche fondanti questo tipo di attività sono dunque le seguenti:
- lo scopo del gioco è l’ottenimento di un premio;
- per parteciparvi è necessario rischiare una somma di denaro o equivalenti;
- la vincita è più dovuta al caso che alla perizia del partecipante.
Questi elementi distinguono i giochi d’azzardo dalle altre tipologie di gioco.
Secondo il modello di Roger Caillois, sociologo francese morto nel 1978, i giochi possono essere divisi in quattro categorie, a seconda che predomini il ruolo della competizione, del caso, della finzione o della vertigine: rispettivamente agon, alea, mimicry e ilinix.
Tutte e quattro appartengono a pieno titolo al campo dei giochi: sia che si disputi una sfida di calcio o scacchi (agon), che ci si abbandoni alla sorte alla roulette o alla lotteria (alea), che si reciti una parte in una commedia (mimicry) o che si vada sulle giostre al luna park (ilinix). Ognuno è caratterizzato da regole proprie che lo governano, prima tra tutte quella di essere una attività fittizia, con limiti di tempo e spazio, totalmente convenzionale. Ma cosa diventano i giochi se la convenzione non è più accettata o rispettata come tale? Se viene a sgretolarsi la barriera che separa le loro regole ideali dalle leggi della realtà?

Pedagogia : LA RELAZIONE PAIDEICA Spunti paideici nelle opere di Saint Exupéry
Inviato da Mauro Pucci il 26/6/2010 14:10:00 (64 letture)

Tesi di Torre Alessandra, pubblicata in www.sordelli.net il 19. Marzo 2007

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La Paideia richiama alla fanciullità dell'uomo,ed è dunque presente in tutta la sua vita. Il concetto di Paideiaè dunque fondamentale per chi si occupa dell'uomo.
Quando un uomo diventa adulto vive una seconda fanciullezza, per ciò potremmo dire che questo periodo della nostra vita riguarda così tutta la nostra esistenza. Se la paideia riguarda la nostra vita, quale relazione è funzionale alla vita dell'uomo?

Se la fanciullezza ci permette di essere modellati e modellare, la Relazione Paideica ci consente di orientare nella giusta direzione le energie necessarie per poter essere e divenire. Antoine de Saint Exupéry è l'autore che, a mio avviso, meglio si presta per esplicitare quanto appena detto. Egli individua nell'apprivoiser la necessità di compiere la paideia attraverso la relazione. Sarà la volpe a chiedere al piccolo principe: “per favore addomesticami”, a far sentire la necessità dell'essere, di avere quel legame in grado di cambiarle la vita, di farle guadagnare il colore del grano. Sarà la richiesta di conoscenza da parte del piccolo principe che ci farà riflettere sull' apprivoiser. Egli, infatti, non conosce il significato della parola e la volpe, nello spiegargli che tale termine significa creare dei legami, sottolineerà come ciò sia ormai dimenticato dagli uomini.
L' apprivoiser è una forma paideica, libera l'uomo dalla solitudine con se stesso e lo scopre in una realtà che lo vede insieme agli altri.
La volpe viene stimolata dal piccolo principe ad essere addomesticata, egli si pone come l'educatore che sveglia gli animi. Non è solo la tristezza di essere solo, per cui il piccolo principe chiederà alla volpe di giocare con lui, ma sarà la necessità di avere un amico che porterà il nostro principino ad impegnarsi nell' addomesticare la sua volpe. Cos'è l'amicizia se non un legame particolare? E' importante ripensare alle proprie relazioni, alla propria vita e alla propria persona. E' il momento di mettersi in gioco, di riflettere sulla propria realtà di essere umano.

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Minori : Con la testa tra le nuvole...Il tempo straordinario dell’arrampicata in montagna in una comunità per minori a rischio di devianza
Inviato da Mauro Pucci il 26/6/2010 14:00:00 (67 letture)

Tesi di Lorenzo Zanarini, pubblicata in www.sordelli.net il 09. Marzo 2007

Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione Indirizzo Formatore

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Questo lavoro di tesi racconta ed analizza un’esperienza di escursionismo in montagna proposta agli ospiti della comunità educativa “Casone della Barca” del Centro Accoglienza La Rupe. Questa struttura, di cui sono il responsabile fin dalla sua apertura sei anni fa, ospita fino a sei minori maschi in situazione di forte disagio psicosociale, per i quali è stato necessario l’intervento del Tribunale per i Minorenni che ha decretato l’allontanamento dalla famiglia di origine ed il collocamento in comunità.

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Abuso e molestie sessuali : Un'ombra sul cuore…e una rete per illuminarla Prevenzione primaria dell’abuso sessuale all’infanzia
Inviato da Mauro Pucci il 26/6/2010 13:50:00 (90 letture)

Tesi di Laura Mozzi <Laura.Mozzi@libero.it>, pubblicata in www.sordelli.net il 24. Settembre 2006

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La scelta di questa tematica per la mia tesi è nata a conclusione del mio terzo anno del corso di Educatore professionale, ma il mio primo interesse per questo argomento è emerso sicuramente a partire dalla conclusione del secondo anno, dopo aver svolto il tirocinio presso la comunità “Resistenza” della Cooperativa Comin.
L’area minori era ed è tuttora un’area che suscita il mio interesse e che ha rappresentato per molto tempo il motivo per cui ho scelto di frequentare prima un liceo socio-psico-pedagogico e in seguito questo corso universitario; ho sempre creduto che l’ambiente comunitario fosse un ambito molto ricco di stimoli, contenuti e possibilità educative. Proprio all’interno di questa esperienza in Comin posso affermare di aver assistito alla mia prima vera maturazione educativa. Ciò che sono stata chiamata a fare è stato un lavoro di rilettura e analisi a livelli profondi della realtà in cui ero inserita. Allo stesso tempo ho imparato ad osservare me stessa, raccogliendo le emozioni che nascevano in me durante il percorso, per imparare a coniugarle al ruolo professionale, a farle diventare esse stesse azione educativa, a non annullarle e nemmeno a farmi annullare da esse.

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Conflitto : IL METODO GORDON: Come Rendere più Efficaci le Relazioni
Inviato da Mauro Pucci il 26/6/2010 13:40:00 (140 letture)

Tesi di Daniela Frigerio, pubblicata in www.sordelli.net il 16. Ottobre 2006

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Ci possono essere lunghe discussioni riguardo a cosa significa educare e cosa significa essere educatore: in un certo senso tutto il percorso di formazione del corso da noi intrapreso è stato un cammino che ha offerto spunti e possibilità per approfondire, per guardare in sè stessi e negli altri e trovare una risposta a queste domande.
Ci possono essere tanti punti di vista rispetto a come si deve educare, a cosa deve fare un educatore, punti di vista che fanno riferimento a valori, bisogni e aspettative diversi.
Ma, indipendentemente dai punti di vista e dai valori di riferimento, non si può negare o discutere un “fatto assoluto”: l’educazione è per sua natura legata alla relazione. Relazione prima di tutto fra “educando ed educatore”, ma anche relazione fra individui e contesto, fra individui e gruppi.
Ed è proprio per la centralità che nel suo metodo Gordon attribuisce alla relazione, che il metodo stesso, pur nato prima all’interno di organizzazioni imprenditoriali e poi applicato alla relazione 1 In questa tesi userò i due termini senza attribuzione di valore, ma solo per indicare in modo conciso una qualsiasi relazione educativa, con una qualsiasi tipologia di utenza genitore/figlio e insegnante/allievo, assume un significato ed apre una possibilità per gli educatori professionali di impostare i propri interventi in qualsiasi area questi si collochino.

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Progetto educativo : Progettazione ed educatore professionale:verso quale direzione?
Inviato da Mauro Pucci il 26/6/2010 13:30:00 (212 letture)

Tesi di Lara Meneghin , pubblicata in www.sordelli.net il 23. Novembre 2006

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La progettazione rappresenta lo strumento attraverso il quale si mira ad
acquisire progressivamente una logica di cura e di crescita consapevole
delle proprie attività. Per ottenere tale risultato è necessario intraprendere un processo di esplicitazione del proprio pensiero e delle teorie di riferimento, definendo delle metodologie di lavoro. Fondamentale è anche la fase di individuazione degli strumenti che facilitino il raggiungimento degli obiettivi.
L’affermazione del nuovo modello di welfare conduce, da una parte, i
servizi a rileggere la propria organizzazione interna e, dall’altra, costringe la professione ad interrogarsi circa i nuovi compiti da svolgere e le necessarie competenze da implementare.
Negli ultimi anni si è assistito alla necessita di una nuova figura di
operatore: un professionista con competenze nel campo
dell’organizzazione, della gestione, della direzione dei servizi: un
operatore “manager”.

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Conflitto : Dispositivi socio- educativi in quartieri sensibili: una lettura socio-pedagogica dell'esperienza nella banlieue della Seine-Saint-Denis.
Inviato da Mauro Pucci il 26/6/2010 12:10:00 (66 letture)

Tesi di Marta Colombo, pubblicata in www.sordelli.net il 24. Marzo 2008

Facoltà di scienze della formazione
Laurea Specialistica in progettazione pedagogica e interverti socio-educativi.

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Questo lavoro di tesi ha come finalità quella di esplorare quali dispositivi d’intervento sono stati scelti e attuati nella banlieue della Seine-Saint-Denis attraverso l’apporto di diverse discipline e nasce per due motivi precisi. Il primo afferisce al mio attuale lavoro in un quartiere popolare di Milano come operatrice di quartiere (professione ancora poco conosciuta ma che si avvicina agli agents de developpement, agenti di sviluppo, in Francia), il secondo al desiderio di capire come operano i colleghi francesi.

L’esperienza lavorativa ha suscitato l’interesse a cercare altre metodologie di lavoro e a confrontarmi con altre realtà, ed ha sicuramente influenzato il mio lavoro di tesi rispetto ad alcune tematiche che incontro nel mio lavoro di operatrice.

Ciò che mi ha spinto a intraprendere una ricerca in questo campo sono stati sicuramente gli eventi dell’ottobre 2005, che hanno suscitato interrogativi rispetto all’efficacia delle azioni sociali in questi contesti così problematici e la paura trasmessa dai media che in Italia ha avuto l’effetto di allarme.

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Morte Lutto : La rielaborazione del lutto negli adolescenti: aspetti psicologici ed educativi
Inviato da Mauro Pucci il 25/6/2010 16:40:00 (85 letture)

Tesi di Laura Minali, pubblicata in www.sordelli.net il 26 Giugno 2006

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L’idea di approfondire il tema della morte correlandolo ad un periodo dell’esistenza, qual è l’adolescenza, particolarmente ricco di novità e trasformazioni, è una grande sfida psicologica e pedagogica che lega come filo conduttore ogni pagina di questo scritto.

Nel primo capitolo si presenta la complessità dell’età adolescenziale e sono presi in considerazione i vari ambiti di cambiamento che la caratterizzano: il corpo, il mondo interno (sfera cognitiva e sfera affettiva), il mondo esterno (sfera relazionale: famiglia, gruppo di pari, amici). Questi ambiti di trasformazione ovviamente sono tra loro strettamente collegati e s'intersecano su più piani; la scelta di dividerli e affrontarli separatamente è strettamente legata a finalità esplicative.

Nel paragrafo dedicato allo sviluppo fisico, sono affrontate le problematiche relative alle trasformazioni corporee puntando l’attenzione al processo di costruzione dell’identità corporea e dell’identità sessuale.

Nel paragrafo dedicato allo sviluppo intellettivo, sono delineate le trasformazioni del pensiero che caratterizzano l’adolescente: il passaggio ad un'intelligenza in grado di funzionare per astrazioni e il raggiungimento della capacità d'introspezione.

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Adolescenza : Diventare adulti: atteggiamenti, pensieri di una realtà giovanile nella provincia piemontese
Inviato da Mauro Pucci il 25/6/2010 16:30:00 (65 letture)

Tesi di Elisa Chiara Cagliero <elisacagliero@gmail.com> pubblicata in www.sordelli.net in data 11 Gennaio 2009

Tesi della specialistica della facoltà di scienze della formazione di Torino anno 2006-2007

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Questo lavoro nasce dalla mia profonda convinzione che, per poter rispondere efficacemente ai bisogni, sia importante interpellare in modo approfondito la realtà da cui essi emergono. Per ogni professione rivolta all’uomo o alla società, ritengo che ciò assuma ancor maggiore evidenza e il sondare le percezioni più profonde delle persone diventa condizione irrinunciabile.

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