 Alla luce delle più recenti politiche di gestione/valorizzazione delle risorse umane e del percorso di professionalizzazione effettuato dagli operatori sanitari (riforma universitaria e decreti legge) nonché l’attenzione sempre più centrata sul cliente/utente e sulla presa in carico complessiva, piuttosto che sulle singole prestazioni, il Case Management trova anche in Italia un terreno fertile per la sua implementazione, in particolare nella realtà territoriale composita dei servizi del Dipartimento Salute Mentale. L’applicazione del modello di organizzazione del lavoro del Case Management nell’ambito del DSM, previsto dalla normativa più recente, costituisce l’oggetto dell’indagine conoscitiva e dell’analisi. L’applicazione del modello riguarda solo alcune realtà e la sua interpretazione è parziale, quando non solo formale, vanificandone l’efficacia, poiché esso presupporrebbe invece un cambiamento culturale radicale nella gestione del personale ed un riconoscimento al professional di autonomia e titolarità rispetto allo specifico professionale, nonché di responsabilità complessiva nella gestione del caso. L’attenzione posta alla valutazione dei processi e dei risultati collocano questo progetto nel movimento delle Evidence Base Practice, facendone un caso molto concreto e riproducibile di incontro tra scienza e pratica. (Guay 1996) |