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Tesi e Articoli degli Educatori Professionali
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Anziani : MIO NONNO NON SA FARE 2 + 2, MA CI VOGLIAMO BENE. IL CAFFE ALZHEIMER COMPIE TRE ANNI
 Inviato da Cristina Capellino il 18/3/2010 22:30:00 (115 letture)
Anziani

ATTIVITA’ CLINICO-ASSISTENZIALE
Grazie al Caffè Alzheimer:
1. il malato può “esprimersi” attraverso le attività rieducativo-educative proposte e relazionarsi con persone competenti, capaci di capire il suo problema e rapportarsi a lui in modo adeguato;
2. il famigliare può confrontarsi con operatori del settore e con gli altri caregiver, ricevendo informazioni sulla gestione del proprio caro, sul decorso della malattia e sulle possibili forme di assistenza attuabili, nonché supporto e sostegno emotivo.
ATTIVITA’ EDUCATIVO-FORMATIVA
Durante le giornate formative e i momenti di sensibilizzazione al problema, sono stati affrontati diversi argomenti connessi alla malattia: i sintomi cognitivi, i disturbi comportamentali, le attività educative , la “riabilitazione” cognitiva e neupsicologica;
Non sono state semplici lezioni teoriche, in quanto si è scelto di dare un assetto pratico agli incontri, fornendo consigli concreti ai caregiver. Ogni partecipante ha potuto esporre i propri dubbi, i propri problemi e gli operatori hanno cercato di volta in volta di fornire risposte utili e di facile attuazione.
Si sono organizzati incontri e momenti ricreativi per favorire la conoscenza tra i partecipanti e i volontari

Anziani : MIO NONNO NON SA FARE 2+2 MA CI VOGLIAMO BENE: IL CAFFE' ALZHEIMER COMPIE TRE ANNI
 Inviato da Cristina Capellino il 17/3/2010 22:20:00 (72 letture)
Anziani

Il Caffè Alzheimer è un luogo di ritrovo, gratuito ed autogestito dai volontari e dai famigliari degli ospiti affetti da M.A., sotto la supervisione di operatori esperti, per condividere i propri problemi con altre persone analogamente coinvolte.

Anziani : LE GRIGLIE OSSERVATIVE FUNZIONALI: UNO STRUMENTO DI LAVORO NELL'ASSISTENZA AL PAZIENTE DEMENTE
 Inviato da Cristina Capellino il 17/3/2010 22:12:01 (184 letture)
Anziani

Le griglie funzionali permettono:
• la valutazione funzionale del paziente nel corso del tempo;
• l'uniformità d'intervento da parte degli operatori OS.S.;
• l'individuazione degli obiettivi;
• la pianificazione degli interventi.

Tale strumento può, inoltre, risultare particolarmente utile nella valutazione:
a) dei bisogni di base al momento della presa in carico e della dimissione di un paziente come dimostrazione dell’efficacia, o meno degli interventi attuati;
b) dell’efficacia della terapia farmacologia, potendo essere utilizzata in cieco dagli operatori rispetto allo sperimentatore.

Anziani : LE GRIGLIE EDUCATIVE: OSSERVAZIONI PRELIMINARI SU UN NUOVO STRUMENTO DI LAVORO NELL'ASSISTENZA AL PAZIENTE DEMENTE
 Inviato da Cristina Capellino il 17/3/2010 22:10:00 (150 letture)
Anziani

 Ogni attività educativa proposta deve innanzitutto partire dal vissuto dell’ospite, rispettare le sue esigenze ed avere funzione di:
• rieducazione, individuando attività piacevoli e funzionali;
• miglioramento della qualità di vita.

 Tutte le attività svolte dagli operatori ed ogni singolo momento della giornata ha valenza educativa.
E’ necessario, pertanto, analizzare ed organizzare la giornata secondo un progetto educativo individualizzato.

 Le griglie osservative educative permettono di osservare il paziente, di valutarlo e di indicare il percorso individualizzato da seguire secondo una modalità standardizzata per ogni attività.

 Ulteriore obiettivo specifico delle griglie, inoltre, è quello di uniformare l’attività degli O.S.S., trasformandoli in soggetti con valenze riabilitative e non solo assistenziali.

Anziani : LE GRIGLIE EDUCATIVE: UN NUOVO STRUMENTO DI LAVORO NELL'ASSISTENZA AL PAZIENTE DEMENTE
 Inviato da Cristina Capellino il 17/3/2010 22:10:00 (66 letture)
Anziani

Ogni attività svolta riveste valenza educativa e, in considerazione della diversità delle funzioni cognitive, è diversa per caratteristiche, modalità, strumenti, spazi e tempi per cui si
è rivelato impossibile creare un’unica griglia osservativa oggettiva standardizzata.
• Sono state quindi definite le attività educative comuni, è stato definito un calendario settimanale e sono state elaborate griglie oggettive specifiche per le attività sopraelencate.
Utilizzando le griglie educative ogni proposta educativa:
a) parte dal vissuto del paziente,
b) si adatta a lui rispettando le sue esigenze,
c) ha funzione di rieducazione e riattivazione,
d) è finalizzata a perseguire il piacere dell'ospite (e non quello
dell'EP).
e) migliora la qualità di vita del soggetto.
L’utilizzo delle griglie ha permesso la massima flessibilità per ciò che concerne i tempi, per cui il calendario delle attività non sempre deve essere rispettato ma, a seconda delle esigenze dell’ ospite,
un attività può essere svolta o sospesa.
• Secondo dati preliminari in fase di elaborazione le attività educative svolte secondo le griglie si sono dimostrate efficaci almeno quanto le tecniche di
riabilitazione cognitiva (ovvero Rot formale, memotecniche, terapia della reminiscenza,…).
• L’obiettivo da raggiungere entro il prossimo anno è pertanto quello di elaborare delle griglie per tutte le
attività svolte nel Centro.

Anziani : L'Educatore Professionale nella relazine con il paziente affetto da Morbo di Alzheimer
 Inviato da Cristina Capellino il 16/3/2010 22:20:00 (350 letture)
Anziani

Segnalato da ANEP Capellino Cristina

L’attenzione che un Educatore deve al disagiato mi ha attratta, corrispondendo a
quella tensione che da sempre sentivo mia e che mi ha portato a scegliere di
occuparmi professionalmente della sofferenza, scoprendo ogni giorno, anche
nella fatica, che, come afferma Pintor, “non c’è in un’intera vita cosa più
importante da fare che chinarsi perché un altro, cingendoti il collo, possa
rialzarsi”
Esistono molti ambiti nei quali l’Educatore può offrire sostegno e cura.
Per ciò che concerne la mia esperienza, ho avuto l’occasione di inserirmi in un
mondo ed in una sofferenza, l’Alzheimer, malattia conosciuta per lo più da
medici, infermieri e psicologi del settore.
Con questa tesi spero di far conoscere e comprendere la professionalità
dell’Educatore, che si contraddistingue per il modo di pensare e vivere il “mondo”
in cui opera come una realtà nella quale il malato non va considerato solamente
un numero o un caso clinico, ma un essere umano che, opportunamente
stimolato, educato e riabilitato, può tornare a rinascere, come la rosa bagnata
dalla goccia di rugiada, meravigliando chi lo circonda per le vittorie che può
ancora ottenere sulla Malattia stessa.

Infatti, c’è molto da fare anche laddove sembra non esserci più nulla da fare. E’
necessario lasciarsi educare alla demenza e dalla demenza per rieducare ed
accompagnare il paziente Alzheimer in questa sua fase di vita, sfortunatamente
degenerativa, ma ancora portatrice di reali potenzialità espressive.
L’elaborato si articolerà in una parte teorica, tecnica e medica relativa alla
demenza e al Morbo di Alzheimer nella quale verrà trattata la Malattia nel suo
particolare, ponendo attenzione a quelle che sono le sue implicazioni cliniche e
sociali, ed in una parte più pratica relativa all’esperienza e all’efficacia della
presenza di un Educatore Professionale nell’équipe di lavoro che si occupa di
questi malati.
Lo scopo dell’elaborato, infatti, sarà proprio quello di dimostrare che
effettivamente è possibile, per un Educatore, lavorare con successi oggettivi e
tangibili nell’ “ambito Alzheimer”, a dispetto di una operatività, fino ad oggi,
ancora poco percorsa.

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