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Conflitto : L'ombra del potere nelle relazioni di aiuto
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| Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 17:20:00 (98 letture) |
SEGNALATO DA ANEP
Tesi di Francesco Casali <,pixfaster@tiscalinet.it> pubblicata in www.sordelli.net il 28. Aprile 2006
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L’argomento di questo mio lavoro riguarda il potere, un potere tutto particolare, quello cioè di chi assiste, cura, si prodiga, dà; il potere che spesso si accompagna al camice bianco, concreto o metaforico che sia, del professionista della relazione d’aiuto ed al quale in genere si attribuisce valore simbolico di sacrificio, altruismo, sensibilità. La maggior parte delle professioni è, in un modo o nell’altro, al servizio della salute e del benessere dell’uomo, tuttavia le attività del medico, del sacerdote, dell’insegnante, dello psicoterapeuta, dell’assistente sociale e dell’educatore professionale richiedono degli sforzi del tutto specifici, diretti deliberatamente ad aiutare i sofferenti e tutti coloro che in qualche modo abbiano smarrito il proprio cammino.
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Conflitto : IL METODO GORDON: Come Rendere più Efficaci le Relazioni
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| Inviato da Mauro Pucci il 26/6/2010 13:40:00 (140 letture) |
Tesi di Daniela Frigerio, pubblicata in www.sordelli.net il 16. Ottobre 2006
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Ci possono essere lunghe discussioni riguardo a cosa significa educare e cosa significa essere educatore: in un certo senso tutto il percorso di formazione del corso da noi intrapreso è stato un cammino che ha offerto spunti e possibilità per approfondire, per guardare in sè stessi e negli altri e trovare una risposta a queste domande. Ci possono essere tanti punti di vista rispetto a come si deve educare, a cosa deve fare un educatore, punti di vista che fanno riferimento a valori, bisogni e aspettative diversi. Ma, indipendentemente dai punti di vista e dai valori di riferimento, non si può negare o discutere un “fatto assoluto”: l’educazione è per sua natura legata alla relazione. Relazione prima di tutto fra “educando ed educatore”, ma anche relazione fra individui e contesto, fra individui e gruppi. Ed è proprio per la centralità che nel suo metodo Gordon attribuisce alla relazione, che il metodo stesso, pur nato prima all’interno di organizzazioni imprenditoriali e poi applicato alla relazione 1 In questa tesi userò i due termini senza attribuzione di valore, ma solo per indicare in modo conciso una qualsiasi relazione educativa, con una qualsiasi tipologia di utenza genitore/figlio e insegnante/allievo, assume un significato ed apre una possibilità per gli educatori professionali di impostare i propri interventi in qualsiasi area questi si collochino.
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Conflitto : Dispositivi socio- educativi in quartieri sensibili: una lettura socio-pedagogica dell'esperienza nella banlieue della Seine-Saint-Denis.
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| Inviato da Mauro Pucci il 26/6/2010 12:10:00 (66 letture) |
Tesi di Marta Colombo, pubblicata in www.sordelli.net il 24. Marzo 2008
Facoltà di scienze della formazione Laurea Specialistica in progettazione pedagogica e interverti socio-educativi.
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Questo lavoro di tesi ha come finalità quella di esplorare quali dispositivi d’intervento sono stati scelti e attuati nella banlieue della Seine-Saint-Denis attraverso l’apporto di diverse discipline e nasce per due motivi precisi. Il primo afferisce al mio attuale lavoro in un quartiere popolare di Milano come operatrice di quartiere (professione ancora poco conosciuta ma che si avvicina agli agents de developpement, agenti di sviluppo, in Francia), il secondo al desiderio di capire come operano i colleghi francesi.
L’esperienza lavorativa ha suscitato l’interesse a cercare altre metodologie di lavoro e a confrontarmi con altre realtà, ed ha sicuramente influenzato il mio lavoro di tesi rispetto ad alcune tematiche che incontro nel mio lavoro di operatrice.
Ciò che mi ha spinto a intraprendere una ricerca in questo campo sono stati sicuramente gli eventi dell’ottobre 2005, che hanno suscitato interrogativi rispetto all’efficacia delle azioni sociali in questi contesti così problematici e la paura trasmessa dai media che in Italia ha avuto l’effetto di allarme.
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Conflitto : Mostra Conflitti litigi e altre rotture in Canton Ticino
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Inviato da Mauro Pucci il 17/5/2010 22:10:00 (116 letture) |
 ARTICOLO, in Conflitti, conflitti@cppp.it, www.cppp,it 2006, n. 3, pagg. 32–34
L'articolo offre una panoramica sull'utilizzo che le scuole ticinesi fanno da anni della mostra "Conflitti, litigi e altre rotture", mettendo in luce i punti di forza e di debolezza di questo originale e unico strumento educativo utile ai ragazzi per imparare l'arte del litigio e del conflitto.
Presentazione della mostra tratta dal sito www.cppp.it:
I conflitti sono una risorsa. Coi conflitti si cresce: nei conflitti si diventa grandi. Questo in poche parole il senso della mostra interattiva Conflitti, litigi e altre rotture ideata e promossa dal Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti di Piacenza. La mostra interattiva "Conflitti, litigi e altre rotture", nata nel 1999, allestita con successo in gran parte d'Italia e acquistata anche dal Canton Ticino, è stata quest'anno (2009) totalmente rinnovata nei contenuti e nella forma per poter venire incontro sempre più alle esigenze degli insegnanti e stimolare la capacità di attenzione e riflessione degli allievi.
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Conflitto : Il cestino della rabbia
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Inviato da Conflitti Rivista del Cppp il 14/5/2010 10:30:00 (133 letture) |
ARTICOLO in Conflitti,www.cppp.it, 2007, n. 1, pagg. 28 -31, autrici: Rossana Bernardinello e Laura Beltrami
Uno strumento educativo e rituale per affrontare gli scoppi di rabbia nei bambini e nelle bambine.
"Mio fratello ha detto che l’ho picchiato, ma non è vero. Mio papà mi ha sgridato: io mi sono arrabbiato con lui. Quando mi arrabbio, mi sembra di avere un vulcano nella pancia."
Conflitto, rabbia |
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Conflitto : CONFLITTO E NEGOZIAZIONE La formazione dell'educatore per la gestione competente del conflitto nella relazione educativa
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Inviato da Mauro Pucci il 24/5/2009 23:50:00 (1225 letture) |
 Mauro Pucci
SEGNALATO DA ANEP
Il conflitto nasce dalla compresenza delle differenze ed è perciò strutturalmente connaturato alla relazione educativa che si fonda sulla disimmetria tra i due attori.
Il conflitto nella relazione educativa è una esperienza quasi quotidiana per tutti gli educatori di professione, ma anche per gli insegnanti, i genitori e gli adulti che si occupano di educazione.
Una volta che il conflitto è scoppiato, se ci trova impreparati, può avere un esito distruttivo. Siccome a nessuno piace perdere o essere distrutto, è probabile che l'educatore tenti di difendersi attaccando l'educando ed è probabile, ma non è affatto scontato, che riesca a concludere lo scontro con una vittoria a suo favore, in virtù del maggior potere che gli deriva dal suo status. Ma questo modo di procedere ha ben poco a che fare con una azione pedagogicamente pensata.
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