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Minori : L'EDUCAZIONE SI INCONTRA sentieri professionali a sostegno della genitorialità
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| Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 17:30:00 (83 letture) |
Tesi di Emanuela Valenti, pubblicata in www.sordelli.net il 28. Aprile 2006
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Il percorso si snoda lungo sette capitoli: il primo offre uno sguardo antropologico sul mondo occidentale moderno, attraverso il quale esploriamo alcune caratteristiche delle nostre città da un punto di vista culturale e sociale per comprendere quale rapporto esista tra cultura ed educazione e come esse influiscono sulle relazioni sociali e familiari. Nel secondo guardiamo la famiglia urbana in Italia come fenomeno sociale immerso in questo contesto per identificarne i bisogni rispetto al proprio compito educativo. Il terzo capitolo contiene una lettura ed interpretazione del quadro legislativo di riferimento con particolare attenzione alla L. n. 285/97 che, riconoscendo e legittimando questi bisogni, fornisce le linee guida perchè si attivino servizi socio-educativi che contribuiscano a rispondervi. Nel quarto percorriamo alcuni progetti ed iniziative che hanno preso avvio grazie alla legge - con particolare attenzione ai Tempi per le Famiglie - ed altre esperienze di supporto alla funzione genitoriale che rappresentano, appunto, i luoghi e le possibilità di questo incontro. Il quinto capitolo vuole essere l’esplicitazione del paradigma pedagogico al quale, secondo noi, deve fare riferimento l’educatore che lavora in questi servizi per trovare la propria specificità. Nel sesto decliniamo la teoria nel contesto dei servizi per il supporto alla genitorialità, proponendo anche qualche esempio pratico di applicazione. Con il settimo concludiamo il lavoro facendo qualche breve riflessione sul significato e le possibilità che questi servizi e, più in generale, l’educatore professionale che intenda lavorare con le famiglie possono offrire. |
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Minori : La Comunità per minori: viaggio alla ricerca di significati
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| Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 17:10:00 (37 letture) |
Tesi di Marco Siboni, pubblicata in www.sordelli.net il 28. Aprile 2006
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L’obiettivo di questa tesi è quello di dimostrare come la Comunità possa ancora oggi rappresentare uno strumento importante nell’ambito del panorama dei Servizi socio-assistenziali, ritagliandosi uno spazio ed un ruolo non alternativo ma integrato nell’ambito delle strategie utili al reinserimento del minore “socialmente svantaggiato” nel contesto sociale, e dunque dei servizi che di tali strategie sono protagonisti attivi (consultorio familiare, assistenza domiciliare minori, servizio affidi e adozioni, Tribunale dei Minorenni, ecc.). In sostanza si vuole dimostrare come la Comunità Alloggio non debba più rappresentare come in passato una realtà a sé stante autonoma e “auto-finalizzata” come avveniva per i vecchi Istituti, spersonalizzanti e unicamente in grado di rappresentare un alternativa alla dimensione familiare per i minori ospitati, quasi sempre orfani o privi di una risorsa familiare in grado di prendersene carico. Oggi la Comunità, che come revede la legge riproduce una dimensione il più possibile vicina a quella familiare, ha un senso non come alternativa alla famiglia ma come passaggio spesso imprescindibile in vista di un rientro del minore nella propria famiglia o di un suo inserimento in una realtà familiare alternativa (famiglia affidataria o adottiva).
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Minori : TOC, TOC! CHI E’? ….SONO IL LUPO CATTIVO! Approccio educativo in medicina
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| Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 15:40:00 (58 letture) |
SEGNALATO DA ANEP
Tesi di Laura Gagliardi <lauragagli@yahoo.it>, pubblicata in www.sordelli.net il 13. Dicembre 2008
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Nel primo capitolo sono andata ad analizzare il significato della paura presentando una panoramica delle teorie di alcune scuole di pensiero, per poi porre l’attenzione sull’importanza che la nostra società dà a questa emozione. Mi sembrava importante capire quale ruolo avesse la malattia nella nostra cultura per poter comprendere i comportamenti dei singoli individui; così nel secondo capitolo sono partita dall’immaginario collettivo per poi andare a comprendere il significato della malattia per il bambino, ponendo l’attenzione sulle difficoltà che un’esperienza di ospedalizzazione comporta. Dopo avere esplorato nei primi due capitoli l’emozione della paura e il concetto di malattia e ospedalizzazione, mi sono concentrata nel terzo sulla prevenzione partendo da un quesito: è possibile prevenire il trauma del ricovero? All’interno di questo capitolo ho cercato di dare delle risposte a questa domanda partendo dalla premessa, per me importante, che una preparazione al ricovero può aiutare a vivere con meno timori e meno ansia l’esperienza stessa.
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Minori : IL “MONDO” IN UN ASILO NIDO
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Inviato da Conflitti Rivista del Cppp il 5/5/2010 18:40:00 (143 letture) |
 ARTICOLO in "CONFLITTI", 2004, n. 4, pag 15/16, autore Rossana Bernardiello, conflitti@cppp.it, www.cppp.it
Gli interrogativi che nascono dal profondo di un asilo nido sono molti: come affrontare questo mondo infantile e famigliare così colorato? Come mettere assieme i coriandoli culturali caduti su di uno stesso luogo? Come essere ragionevolmente sicuri d’aver compreso l’altro? Come tutte le scelte riguardanti l’asilo nido, credo che maggior parte della responsabilità ricada su chi vi lavora: gli educatori, i quali, nel loro ruolo di responsabili del servizio educativo, rappresentano il “centro”. Un centro relazionale di grande importanza connettiva. I genitori, extracomunitari o meno, si rivolgono agli educatori e chiedono di “vedere” il figlio così come loro lo “vedono”: come la “cosa” più importante al mondo! |
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Minori : POTENZIALITÀ DELL’APPROCCIO MAIEUTICO
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Inviato da Conflitti Rivista del Cppp il 5/5/2010 18:00:00 (93 letture) |
ARTICOLO di "CONFLITTI", www.cppp.it,2005, n. 6, pagg. 29/31 autore Laura Beltrami, conflitti@cppp.it, www.cppp.it
Dal 2000 lavoro con preadolescenti e adolescenti stranieri: insegno loro italiano, li aiuto nello svolgimento dei compiti, passiamo insieme momenti ricreativi, parliamo, ci onfrontiamo, cresciamo. Quando ho conosciuto il Cpp sono rimasta molto colpita dall’approccio proposto e mi sono chiesta se e come esso potesse essere utile nel mio lavoro, con i miei ragazzi, per loro. Da qui l’idea di approfondire, di conoscere meglio la maieutica, di trovare nessi e di accrescere la mia professionalità dotandomi di un nuovo strumento, di una nuova ottica con cui essere educatrice. L.B. |
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Minori : IL BIVIO: MOTIVAZIONI ALLA DEVIANZA MINORILE
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Inviato da Anonimo il 2/11/2009 22:30:00 (294 letture) |
La tesi vuole dimostrare la grande necessità di una figura educativa, quale l’educatore professionale, nella crescita del minore con comportamenti a rischio.
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