 ARTICOLO in Conflitti,www.cppp.it, 2009, n. 1, pagg. 6 - 9, autore Alessandro Cafieri
È facile constatare come la nostra vita quotidiana sia sommersa dalle merci, e dalle onnipresenti immagini che ne promuovono il consumo, in ogni angolo delle nostre città. Per certi versi, è come se vivessimo in un permanente centro commerciale “a cielo aperto”, che, attraverso una capillare azione su più livelli – materiali e simbolici – deifica prodotti, beni e servizi sull’altare della fede cieca nell’incremento del PIL. L’ipertrofia del consumo – che rivela la sua natura “ideologica” nel momento in cui siamo invitati dagli stessi governanti a consumare per garantire il “benessere” del Paese – è estremamente funzionale al sistema economico, che progressivamente sta fagocitando, come un “blob”, tutti gli altri: Rifkin sottolinea come il principale obiettivo delle aziende sia diventato quello di fidelizzare il più possibile il cliente, ampliando la gamma di prodotti e servizi per il singolo, perché il vero “valore” è rappresentato dalla sua possibilità di spesa lungo tutto l’arco vitale. Si punta, così, al “controllo del consumatore” |