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Tesi e Articoli degli Educatori Professionali
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Handicap Disabilità : Dinamica di un incontro. Autismo e Pet Therapy. Il cane mediatore di relazione
Inviato da Mauro Pucci il 11/7/2010 20:10:00 (98 letture)

Autore Daniele Gigli www.danielegigli.blogspot.com

E' uscito un nuovo libro scritto da un educatore professionale su un tema interessante e stimolante anche per noi educatori: la pet therapy. Si tratta di "Dinamica di un Incontro. Autismo e Pet Therapy. Il cane mediatore della relazione", casa editrice L'Orecchio di Van Gogh. Costo: 13 euro
L'autore è Daniele Gigli (1962), educatore professionale con laurea specialistica in Progettazione e coordinamento dei servizi educativi e formativi conseguita presso l’Università di Urbino. Lavora nell’area disabili del Servizio Politiche Sociali ed Educative del Comune di Ancona.
È Presidente regionale dell’Associazione Nazionale Educatori Professionali delle Marche. Dal 1995 si occupa di cinotecnica ed è responsabile del “Progetto per l’introduzione della pet-therapy nei centri socio-educativi del Comune di Ancona”. Per l’Orecchio di Van Gogh (la casa editrice che pubblica il suo nuovo libro) ha già pubblicato la raccolta di racconti “Pesci, uomini e lupi” (2005). Daniele ha aperto un suo blog: www.danielegigli.blogspot.com

Cerca nel sito biblioanep in:

EDUCATORI SCRIVONO E SCRIVONO DI EDUCATORI

http://www.biblioanep.org/modules/news/index.php?storytopic=114

Handicap Disabilità : LA PERSONA DISABILE ADULTA E LE EMOZIONI - La dimensione affettiva nei progetti educativi per l’autonomia
Inviato da Mauro Pucci il 27/6/2010 14:30:00 (72 letture)

Tesi di Chiara Orefice <chiara.orefice@fastwebnet.it>, pubblicata in www.sordelli.net il 18. Giugno 2006

Dimensione: 185.26 kB

Per scaricare la tesi CLICCA QUI

http://www.sordelli.net/articoli-test ... -27/category/10-tesi.html



L’intento di questa tesi sarà quello di dimostrare che gli educatori devono saper riconoscere e alimentare lo spazio simbolico, comprendendo le funzioni e i significati delle
emozioni nella relazione con le persone adulte disabili; non basta infatti offrire strumenti concreti per diminuire l’handicap, penso che sia necessario creare occasioni di crescita esistenziale, in cui la persona con disabilità possa sperimentare i propri limiti, anche interiori, per diventare adulta, libera di determinare la propria vita.
Il percorso che propongo nasce dalle osservazioni e dalle riflessioni che ho fatto durante il tirocinio in un Servizio di Formazione all’Autonomia per persone adulte disabili con ritardo mentale medio-grave; gli utenti mi hanno spesso colpito per il modo spontaneo e diretto con cui esprimono le loro emozioni, così mi sono chiesta quale ruolo avessero i sentimenti nella relazione educativa, e più generalmente nei percorsi educativi verso l’autonomia delle persone disabili.

Mi sono domandata innanzitutto cosa sono le emozioni, da dove nascono e quale funzione hanno nella nostra vita e, cercando di dare un significato al termine emozione, mi sono accorta che il tema ha un aspetto di universalità nella vita dell’uomo.

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Handicap Disabilità : Maieutica e codici paterno e materno nella storia di una comunità
 Inviato da Conflitti Rivista del Cppp il 14/5/2010 10:30:00 (33 letture)



ARTICOLO in Conflitti, www.cppp.it, 2008, n. 1, pagg. 29 -30, autore Laura Magnani, <lauramaria.mag@gmail.com>,

Abbiamo sperimentato che la Comunità, l’istituzione, è portatrice di un codice paterno fatto di regole e di compiti precisi. Tutto ciò è importante anche nella relazione con i familiari che, per anni, hanno avuto difficoltà nel dosare all’interno del proprio contesto accoglienza, affetto ed interventi educativi. Noi ci poniamo quindi come una sorta di terzo separatore tra famiglia e persona disabile. Il nostro ruolo sostiene quella parte della funzione genitoriale propria al padre, che incentiva la crescita, il distacco dalla famiglia. Questa funzione basilare nella crescita di ogni individuo, nell’emancipazione dalla famiglia, per una persona disabile va a collocarsi in un sistema relazionale complesso.

Handicap Disabilità : "Narrazione, identità e processi educativi"
 Inviato da giulia michieletto il 6/5/2010 22:50:00 (141 letture)
Handicap Disabilità

Il tema di questo elaborato si è palesato in occasione del 6° convegno internazionale “La qualità dell’integrazione scolastica” tenutosi a Rimini nel novembre del corrente anno. Particolarmente illuminante si è rivelata l’intervista di Marino Sinibaldi ad Niccolò Ammanniti che, spiegando le ragioni sottese al suo scrivere, affermò che: “La narrazione è per me come un sistema d’integrazione in cui far confluire la mia vita ed imprimerle nuova forma”. Queste parole hanno risuonato nella mia mente e hanno poi trovato l’occasione di essere strutturate, approfondite e argomentate.
Il lavoro è stato organizzato con l’obiettivo di approfondire i significati della narrazione, con particolare riferimento alle sue implicazioni identitarie ed educative. In tale direzione si è quindi deciso di conciliare e valorizzare tutti quegli elementi necessari ad uno sviluppo argomentativo approfondito teoricamente e al contempo validato dall' essere realtà agita.
Il primo capitolo consente al lettore di mettere a fuoco le premesse culturali che hanno fatto emergere l’interesse e lo studio della narrazione, tracciandone così l’orizzonte di senso. E’ proprio da questo nuovo punto di vista che il secondo capitolo guarda al tema dell’identità. A partire da una citazione tratta da Bruner “solo la narrazione consente di costruirsi un’identità e trovare un posto nella propria cultura”, l’analisi sottolinea ed argomenta la pervasività esistenziale della prospettiva narrativa. L’identità è bricolage narrativo di storie intessute tra altre biografie sempre in movimento. Si scopre così come, in questo lungo e tortuoso percorso di costruzione identitaria, emerga nel soggetto il bisogno di dare unitarietà, coerenza e continuità al fluire dei processi della stessa identità. La narrazione autobiografica diviene allora per l’individuo lo strumento per eccellenza nella ricerca di un equilibrio tra stabilità e imprevisto. Su queste considerazioni s’innesta il terzo capitolo, ove l’analisi pone il suo riflettore sul tema identitario nel mondo della disabilità. Ci si è chiesti se e in che modo sia possibile per un soggetto disabile arrivare a comporre la propria narrazione autobiografica. E’ stato quindi necessario procedere su due fronti, analizzando, dapprima, le inconsuetudini presenti nel suo testo identitario e, in seguito, prendendo in esame quegli elementi capaci di fungere da facilitatori narrativi, ovvero di ricucire i punti di discontinuità vissuti. Su quest’ultimo aspetto si è, inoltre, deciso di costruire un’intervista narrativa per cercare di approfondire, attraverso la narrazione identitaria di Claudio Imprudente, quali siano gli elementi facilitanti più significativi. La narrazione ha così progressivamente assunto il ruolo di strumento educativo capace di fare dell’educatore un tessitore di biografie. E’ su questa linea che il quarto capitolo si propone di raccogliere e dare vitalità pragmatica agli elementi considerati nel corso della relazione.


Handicap Disabilità : L' utilizzo della Comunicazione Aumentativa Alternativa con disabili affetti da Disturbi Pervasivi dello Sviluppo: il supporto dell' educatore in alcuni contesti lavorativi.
 Inviato da maria jiménez ruiz il 17/4/2010 18:00:00 (269 letture)
Handicap Disabilità

Nota di biblioanep: a questa tesi sono stete tolte numerose fotografie e tutti gli allegati, per alleggerirne il peso e permetterne la pubblicazione online. Foto e allegati sono però molto utili ed esplicativi ai fini della comprensione del lavoro presentato. Si può richiedere il testo integrale della tesi direttamente a maria jiménez ruiz <mariajr15m@virgilio.it> o a tesionline@anep.it



Nella presente tesi si parla delle tecniche di Comunicazione Aumentativa Alternativa(CAA). Si passa dalla storia alla definizione e agli strumenti che offre. Si parla poi dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, della sua storia, posssibili cause, sintomatologia e possibilità terapeutiche. In seguito si approfondisce il sistema di CAA denominato PECS, la sua struttura, l' applicazione e i suoi risultati a livello comunicativo sui bambini con Disturbi Pervasivi dello Sviluppo, con l' obiettivo di osservare l' efficacia.
Viene esaminato anche il ruolo dell' educatore professionale quando assume il ruolo di "facilitatore" supportando gli sforzi comunicativi del bambino durante l' utilizzo di tecniche di CAA. Questo ruolo viene esaminato all' interno di un Centro Diurno Disabili (CDD) e all' interno della scuola.


Nella parte finale pratica si parla di tre casi con diversi Disturbi Pervasivi ed età diverse che stanno imparando o hanno imparato il sistema PECS, e vengono analizzati i risultati.

Handicap Disabilità : La persona al centro
 Inviato da Michele Sartori il 12/2/2010 22:20:00 (174 letture)
Handicap Disabilità

SEGNALATO DA ANEP Sartori Michela

Memorandum dove viene presentata l'esperienza di gestione e coordinamento di un centro educativo per persone disabili adulti, descrivendo gli strumenti pedagogici adottati.

Parole chiave: disabili adulti, centro educativo, progetto educativo, schede di osservazione, computer, storia disabili, inserimento utente, obiettivi educativi,- valutazione, scheda raccolta dati, formazione informatica.

Handicap Disabilità : IL RUOLO DELL’EDUCATORE PROFESSIONALE TRA DISABILITA’ E SESSUALITA’
 Inviato da Lara Saviatesta il 21/9/2009 22:30:00 (1553 letture)
Handicap Disabilità

In questa tesi mi sono proposta di parlare del rapporto tra sessualità ed handicap, argomento alquanto vasto e complesso.
In Italia si è cominciato a parlare per la prima volta di sessualità delle persone diversamente solo alla fine degli anni ’80, tuttavia ancora oggi, spesso, all’interno dei servizi per persone disabili, la sessualità è rimasta un tabù, qualcosa da evitare e di cui parlare solo se si è costretti.

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